LA STORIA SIAMO NOI Stampa
Scritto da Marco   

La storia della nostra squadra è strettamente correlata alle persone che si sono prodigate nel tempo col fine di creare uno strumento per la lotta agli incendi boschivi a salvaguardia del nostro Carso. Ognuno con le proprie conoscenze, le proprie aspettative, hanno contribuito alla nascita di questa Squadra che tanta strada ha fatto ed ancora ne farà grazie al contributo di tutti. Uomini come il comandante dell’allora stazione forestale di Monfalcone, Claudio DE CRIGNIS, il maggiore alpino "UCIO" Franco GREGORI , il responsabile della stessa squadra Luciano FABRIS, ma anche tutti gli altri che ancora dedicano il loro tempo, sacrificando spesso quello delle loro famiglie.

 

          L'alba

La nascita della nostra Squadra risale al 1978, anno in cui venne siglato l’atto costitutivo da parte di diverse realtà del mondo del volontariato ed associazionismo monfalconese. Fu così che stimolati dal Comandante della locale stazione forestale, mar. Decrignis Claudio, i responsabili di A.N.A., W.W.F., A.R.I., gruppi speleologici "Del Fante" e "Spangher", C.A.I., A.G.E.S.C.I. e A.D.V.S. si accordarono per dar vita all’embrione di una squadra comunale di volontari antincendio, che rappresenta oggi il fiore all’occhiello del Gruppo Comunale di Protezione Civile con lo scopo principale di supportare la Forestale nelle operazione di spegnimento degli incendi boschivi. Ebbe inizio sotto la supervisione della Forestale un’intensa opera di prevenzione con lavori di spalcatura e pulizia del sottobosco che veniva effettuata dai volontari la domenica mattina, tradizione ancor oggi rispettata. Per molto tempo i volontari non furono forniti ne di divise, ne di mezzi idonei alla lotta AIB. La prima sede con destinazione di magazzino della squadra fu un locale di due stanze al piano terra di un vecchio fabbricato fatiscente messo a disposizione dal Comune in Via dei Rettori, la "ex Venica". Non era un gran che ma comunque era pur sempre un punto di partenza. Pian piano arrivarono anche le prime divise "rosse" con atomizzatori, pompette a mano, taniche da venti litri da portare sulle spalle, battifiamma. Il 14 agosto 1982, alle ore 20.30 scoppia un incendio di vaste proporzioni che in tre giorni mise a dura prova la struttura antincendio costituita dalla Forestale, dai Vigili del Fuoco e dalle neonate Squadre di volontari. Si trattò di una vera e propria catastrofe, fumo e fuoco che bruciarono oltre 11 mila piante per 150 ettari di bosco, per lo più pinete, dalla stazione ferroviaria, sino alla Rocca. L’entità dell’evento spinse la Prefettura a richiedere l’intervento di un C130 Hercules opportunamente dedicato alla lotta agli incendi boschivi proveniente da Pisa, sede della 46° Aerobrigata. In seguito a tale evento si programmò la costruzione di una linea di idranti subito a ridosso della rete ferroviaria, linea che fu realizzata l’anno successivo, grazie a fondi regionali.

 

          La nostra sede ed i primi interventi

Un’altra tappa fondamentale fu la costruzione dell’attuale sede di Via Colleoni, ora diventata piccola, ma allora adeguata alle esigenze della SVAM, dell’A.R.I. e del W.W.F. che ne condividevano i locali. Fu inaugurata il 16 giugno 1990. Nel 1991 la squadra si ingrandì e raggiunse la quota di 86 volontari, numero che tuttora viene mantenuto, con lievi scostamenti periodici in positivo ed in negativo. Nel maggio del 1992 vi fu l’incendio alla Ekorecuperi, nella Zona industriale del Lisert, dove un deposito di copertoni venne incendiato. Una colonna di fumo nero e denso salì velocemente verso l’alto, sul cielo sopra Monfalcone. Fummo chiamati a supportare i Vigili del Fuoco fornendo loro l’acqua prelevata dal canale Nord-Est con la nostra pompa "Fox". Nel 1993 fummo censiti dal Dipartimento della Protezione Civile come "Squadra Comunale Antincendi Boschivi". Il 30 maggio dello stesso anno organizzammo la nostra prima esercitazione interprovinciale denominata "ROCCA ‘93", fu un successo per il largo impiego di mezzi e volontari.

        Esercitazione AIB - Rocca 93

 

          Le prime missioni fuori regione

Il 1994 viene ricordato principalmente per la prima, di una serie di missioni di soccorso, che hanno di seguito scandito la vita operativa della nostra squadra. L’8 dicembre una squadra di volontari inquadrati nella Protezione Civile Regionale partì alla volta di Diano d’Alba e San Stefano Belbo, in provincia di Cuneo in Piemonte per aiutare le popolazioni alluvionate. Dal 29 luglio al 5 agosto dello stesso anno fummo impegnati assieme alle altre squadre antincendio in un vasto incendio che in una vasta zona carsica tra Devetachi, il San Michele, San Martino e Gabria. Il 6 febbraio 1995 siamo stati inseriti nell’elenco regionale delle squadre di PC con specialità "Tecnico Logistico e Antincendio Boschivo". All’attività normale che comprendeva la prevenzione in inverno sul Carso, gli incendi boschivi in estate e lo svuotamento degli scantinati in città ed in altre zone della regione in autunno, si aggiunse nell’ambito del progetto "Scuola sicura", del Ministero degli Interni, l’opera di sensibilizzazione nelle scuole sul problema della sicurezza. Nel 1996 vi fu il gemellaggio con la Squadra di Enemenzo(UD), un sodalizio che ci vede spesso in quelle zone ad operare con scopi di prevenzione assieme ai nostri amici. Lo stesso anno nacque il periodico d’informazione "LA SVEGLIA" che continua ancora oggi ad informarci. Nel 1997 una nostra squadra scese a prestare aiuto alle popolazioni di Umbria e Marche colpite da un forte terremoto mentre nello stesso anno fummo iscritti nell’elenco delle Organizzazioni di Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile con l’autorizzazione all’uso dell’emblema.

 

          I nostri primi vent'anni

Nel 1998 celebrammo il "Ventennale" con una serie di esercitazioni a cui intervennero numerose squadre da tutta la Regione. Quindi fu la volta dell’alluvione di Sarno in Campagna. Nel 1999 il nostro responsabile Fabris Luciano partecipò, assieme ad altri volontari della nostra Regione, alla Missione internazionale "Arcobaleno" in Albania, per dare assistenza ai rifugiati provenienti dalla regione del martoriato Kossovo. Il 2000, giro di boa del nuovo millennio, ci ha visto nuovamente impegnati nelle operazioni d’emergenza fuori regione. In particolare per l’alluvione di Piemonte e Valle d’Aosta fummo impegnati per circa un mese da fine ottobre a fine novembre, dopo che in estate eravamo stati impegnati a fondo negli incendi boschivi, alcuni anche di grande intensità e durata. Nel 2001 ancora grossi incendi estivi presso Doberdò del Lago e sul Monte Hermada. Il 2002 ci vede impegnati a portare aiuti alle popolazioni terremotate del Molise e a quelle alluvionate del Pordenonese.

 

          2003 anno horribilis

Il 2003 viene ricordato come il peggiore dal punto di vista dell'emergenza incendi in tutto il mondo, e noi non siamo stati da meno.Siamo stati allertati ed impiegati anche due volte al giorno per tutto il periodo estivo.Abbiamo cominciato a maggio, molto presto, ed abbiamo continuato senza soluzione di continuità fino alla fine di agosto, allorchè il tempo mutò repentinamente e decisamente  provocando un alluvione disastrosa nelle Val canale e Canal del Ferro, nel Tarvisiano, dove ci siamo immediatamente recati a prestare assistenza e soccorso alle popolazioni locali.

 

          Nascita della sezione nautica

Il 2006 è l'anno di nuovi grossi incendi sul carso, ma soprattuto è l'anno in cui nasce la sezione nautica. Una parte della nostra squadra, che tra mille ostacoli burocratici sta crescendo grazie all'impegno dei volontari e all'Amministazione Comunale che ha acquistato l'imbarcazione, rendendo possibile così iniziare immediatamente i primi addestramenti. Ormai in totale sinergia con la Guardia Costiera, ha ha già effettuato alcuni interventi di salvataggio.

 

          Dopo trentanni di attività  il rinnovamento

Il 2008 è l'anno del rinnovamento. Dopo trentanni di onorato servizio e di crescita, i tempi sono diventati maturi per un cambiamento radicale. Nuove forze e nuove idee si ssono fatte strada all'interno della nostra squadra.Subito dopo le celebrazioni del trentennale, si è voltata la pagina. Numerosi sono stati i volontari che sono ritornati, e nuovi iscritti hanno rimpinguato le nostre schiere, unendo tradizione ed esperienza a novità e vigore.

 

         2009 nuove sfide all'orizzonte

Il 6 aprile tocca all'Abruzzo. Un fortissimo terremoto sconquassa qui luoghi portando distruzione e morte.La macchine della solidarietà si mette subito in moto e in diversi turni, una decina di volontari raggiunge l'Aquila con l'unico fine di cercare di alleviare le sofferenze di quelle fiere popolazioni italiche così provate. Nel periodo estivo ancora incendi.

 

         Il futuro

Nuove sfide di attendono, ma quello che vediamo e proviamo oggi in seno alla nostra squadra ci fa ben sperare per il futuro. Per il momento il progetto a medio termine che ci impegnerà a fondo è la ricerca di una nuova sede adeguata alle nostre capacità ed idonea alle nostre necessità.

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Dicembre 2009 19:41